Manaslu, è cima!

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27 settembre, 7,30 ora italiana: Sergio, Riccardo, Bobi e Alessandro raggiungono la vetta del Manaslu.
I ragazzi hanno coronato il loro sogno di scalare la montagna dello Spirito.
Partiti dal campo 3 per raggiungere il campo 4 a 7400 metri di quota, hanno riposato alcune ore prima di ripartire, intorno alla mezzanotte, per la cima.
Un riposo relativo, in realtà, poiché alle altissime quote l’aria rarefatta e la fatica impediscono di dormire bene e riposare davvero. Fondamentale è restare calmi, concentrati, risparmiare tutte le forze rimaste e farsi coraggio, supportati dal team di sherpa. Le ore che precedono la cima sono ore di grande fatica, forse mai provata in passato, durante le quali è fondamentale pensare intensamente a cosa li ha portati lì, al cospetto di quell’ottomila. Solo così è possibile trovare la forza e la determinazione per fare lo sforzo finale e puntare diritti all’obiettivo: l’ottavo ottomila più alto del mondo.
Sergio, Riccardo, Bobi ed Alessandro ce l’hanno fatta.
Durante la salita ero mentalmente con loro: conosco la montagna, ricordo bene l’occhio del Manaslu, non posso certo dimenticare la fatica e le difficoltà di una spedizione che, nel 2012, si è rivelata molto difficile a causa delle condizioni meteo avverse. Ma a loro è andata bene: sono stati bravi e la montagna li ha voluti al suo cospetto, ha permesso loro di raggiungere un sogno, li ha lasciati andare appagati e felici.
Complimenti ragazzi, tante di queste vette!
Luca Montanari

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